NON TRADIAMO CRISTO E IL SUO EVANGELO!

NON TRADIAMO CRISTO E IL SUO EVANGELO!

 

..Ma il cibo sodo è per uomini fatti; per quelli, cioè, che per via dell'uso hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male.(Ebrei 5:14)

Ogni spiegazione che mi propongo di pubblicare sul mio sito o su facebook, ha come intento di edificare i fratelli e la Chiesa del Signore, e tutto quello che scrivo viene esaminato alla luce delle sacre Scritture, e non quello di aggredire con atti di presunzione o superbia i pastori o altri fratelli in mezzo alle denominazioni. NO!
Il mio intento è mettere in evidenza chiarendo e distruggendo le menzogne che si sono elevate contro la Parola di Dio, e sono disposto ubbidendo al Signore come cristiano di essere corretto e ripreso in quello che scrivo e pubblico. In questo scritto chiarisco nella maniera più semplice le cose che riguardano i cattivi comportamenti di fratelli e servitori, e di come gli esempi degli apostoli ci invitano a denunciare pubblicamente i nomi di coloro che sviano i santi dalla verità. Dunque sappiate che quando un pastore rifiuta volontariamente la correzione Biblica e manifesta pubblicamente eresie, allora c'è bisogno di intervenire pubblicamente citando anche il nome del pastore come ci insegna la Scrittura, affinché la Chiesa non venga sedotta e trasportata dai strani venti di dottrina contrari alla Parola di Dio. Questo discorso non ha barriere personali, anche se si trattasse di un fratello nostro più caro, abbiamo il dovere davanti a Dio di non avere riguardi personali, affinché la Parola di Dio non venga infangata. Quando si tratta invece di un errore causato dalla poca chiarezza nell'esprimere una dottrina della Bibbia, allora dobbiamo parlare con colui che l'ha insegnata, accertandoci che abbia compreso l'errore, affinché la Chiesa non subisca il danno e rimediando immediatamente chiarendo tutto alla comunità. Dunque non abbiate timore di farlo. (Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me..(Matteo 10:37


Inizio nel dirvi che uno dei versetti più utilizzati nella Bibbia che usano per non essere confutati molti fratelli e pastori è :(Non giudicate, affinché non siate giudicati)- (Matteo 7: 1).
Ma pochi sanno che dobbiamo leggere ogni passo della Scrittura nel suo contesto, se vogliamo comprendere correttamente il suo intento e il vero significato. I versetti da 2 a 5 dello stesso capitolo 7 di Matteo ci fanno comprendere chiaramente che Gesù parla DEL GIUDIZIO IPOCRITA !
Le frasi che spesse vengono citate sono: Chi sei  per giudicare? Tu non hai il diritto di giudicare tuo fratello che ha una pagliuzza nel suo occhio, mentre nel tuo hai una trave! Poi oltre a questo per completare i loro ragionamenti insensati aggiungono che noi non dobbiamo guardare quello che ci divide, ma quello che ci unisce, quini non importa se tuo fratello è un fornicatore o un adultero, non importa se il pastore dichiara per esempio che Gesù non è il figlio di Dio, non importa se ti dicono Gesù può venire anche questa notte, spezzando il ritorno di Cristo 2 volte, ecc. Quindi nella totalità delle idee secondo i ragionamenti di tanti conduttori devi stare in silenzio e non devi fiatare, devi restare nel banco a fare il bravo fratello come gli altri, ovviamente devi bendarti gli occhi e rimanere muto, perché c'è anche il rischio di non essere più salutato dai fratelli o peggio ancora, calunniato. 
Ritornando a Matteo 7, coloro che citano questo versetto dovrebbero leggere tutto il capitolo! Gesù dice al versetto 15: guardatevi e state attenti ai falsi profeti. Essi vengono a voi sotto le vesti di pecore, ma sono lupi rapaci. Dunque in che modo e come possiamo sapere se sono false dottrine oppure dei falsi profeti, se prima non li abbiamo giudicati SECONDO LA PAROLA DI DIO ?

Per quanto mi riguarda se ascoltassi oggi un pastore che insegnerebbe che Gesù viene 2 volte, non esiterei a pensare che quel tale è un falso insegnante perché non si attiene alle sacre Scritture, poiché annuncia una falsa venuta di Cristo, spezzando il ritorno di Gesù Cristo 2 volte. Infatti l'apostolo Paolo fa questa affermazione dicendo (Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch'egli è 2Tess.2:1,4 - Quindi come avete notato l'apostolo Paolo ci dice di non essere tratti in errore o inganno. Dunque coloro che non si attengono a queste parole di Paolo stanno ingannando i fratelli e la Chiesa del Signore. 

Ecco come Dio ci esorta e ci chiede di identificare e di denunciare le false dottrine.

Poi ci dice il Signore: li riconoscerete dai loro frutti: si raccoglie forse l’uva dalle spine, o i fichi dai cardi ? Ogni albero buono porta dei buoni frutti, ma l’albero cattivo porta dei frutti cattivi (versetti 16 e 17).
Il Signore dice chiaramente che dobbiamo giudicare (L’ALBERO) secondo i suoi frutti. Ma ogni giudizio deve essere basato soltanto sull'insegnamento della Bibbia e non sui pregiudizi. Tutto deve essere per il bene della Chiesa e non per motivi di ragione personale. Oggi invece nella maggior parte delle tante denominazioni Evangeliche avvengono contese legate al potere e alla popolarità della denominazione stessa, mentre sulle dottrine sembra che tutti vogliono evitare di parlare. 
Poi ci dice la Scrittura: non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate secondo la giustizia” (Giovanni 7: 24).
IL SIGNORE QUI CI ORDINA DI “GIUDICARE SECONDO LA GIUSTIZIA”, OVVERO DI GIUDICARE SECONDO LA PAROLA DI DIO !
SE NOI GIUDICHIAMO SECONDO ALTRI CRITERI CHE NON SONO LA PAROLA DI DIO, ALLORA DISOBBEDIAMO A MATTEO 7: 1

I CRISTIANI FEDELI DEVONO DUNQUE DISCERNERE E GIUDICARE APPOGGIANDOSI ALLA BIBBIA, LA QUALE E’ LA LEGGE ISPIRATA DI DIO !
In 1 Corinzi 5: 1,3, Paolo parla di un fornicatore all’interno della Chiesa. Nel versetto 3 è scritto:
“Io, assente con il corpo, ma presente con lo spirito HO GIA’ GIUDICATO, come se fossi presente, colui che ha commesso un tale atto”.
E al versetto 12 aggiunge: “poiché devo io forse GIUDICARE quelli di fuori ? Non sono quelli di dentro che voi DOVETE GIUDICARE ?”
Il verbo giudicare è lo stesso usato in Matteo 7. L’apostolo Paolo non viola dunque il comandamento di Gesù GIUDICANDO QUESTO FORNICATORE, NE’ CHIEDENDO ALLA CHIESA DI GIUDICARLO UGUALMENTE. POICHE’ QUESTO GIUDIZIO ERA CONFORME ALLA PAROLA DI DIO. Vedete!
Dobbiamo sapere che coloro che studiano la Parola e meditano con la guida di Dio sono capaci di discernere il bene dal male e danno prova di maturità spirituale edificando i fratelli e la Chiesa.
“Ma il cibo solido è per gli uomini fatti (maturi), PER COLORO CIOE’ IL CUI GIUDIZIO E’ ESERCITATO ATTRAVERSO L’USO A DISCERNERE CIO’ CHE E’ BENE E CIO’ CHE E’ MALE” (Ebrei 5: 14).
In 1 Corinzi 12: 1 Paolo parla del “DONO DEL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI”.
QUESTO E’ UN DONO CHE CI PERMETTE DI GIUDICARE SE QUESTI SPIRITI (e quindi anche argomentazioni, come pure insegnamenti ecc.) VENGONO DA DIO O DAL MALIGNO !

IL DISCERNIMENTO IMPLICA DUNQUE CHIARAMENTE UN GIUDIZIO !
COLORO CHE NON VOGLIONO DISCERNERE IL BENE DAL MALE NON FANNO ALTRO CHE RIVELARE LA LORO DISOBBEDIENZA A DIO, E LA LORO MANCANZA DI MATURITA’ SPIRITUALE !!!

 E’ GIUSTO DENUNCIARE I FALSI DOTTORI E I CATTIVI PASTORI?

SE I FALSI DOTTORI POSSONO OGGI SPARGERE COSI’ LIBERAMENTE LE LORO DOTTRINE VELENOSE, E’ PERCHE’ ESISTE UNA COSPIRAZIONE DI SILENZIO FRA MOLTI CRISTIANI !!!
I LUPI RAPACI MASCHERATI DA PECORE POSSONO DUNQUE AGILMENTE DEVASTARE IL GREGGE E DISTRUGGERE MOLTISSIME PECORE !!!
GIOVANNI BATTISTA HA CHIAMATO I FARISEI E I SADDUCEI (i capi religiosi della sua epoca !) “RAZZA DI VIPERE” (Matteo 3: 7).
OGGI GIOVANNI IL BATTISTA SAREBBE ACCUSATO DI MANCANZA D’AMORE E DI ESSERE TROPPO DURO, O ADDIRITTURA UN DIFFAMATORE!
GESU’ STESSO HA DETTO AI FARISEI RELIGIOSI: RAZZA DI VIPERE, COME POTRESTE VOI DIRE DELLE COSE BUONE, CATTIVI COME SIETE ? POICHE’ LA LINGUA PARLA DELL’ABBONDANZA DEL CUORE (DI CIO’ CHE HA NEL CUORE)” (Matteo 1234) !!
RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE AI FALSI DOTTORI, GESU’ CRISTO, IL FIGLIO DI DIO, LI HA TRATTATI DA “IPOCRITI”“CONDUTTORICIECHI”“SEPOLCRI IMBIANCATI”“SERPENTI” E “RAZZA DI VIPERE” !!! (Matteo 2223,24).

MA COME MAI OGGI MOLTI DI COLORO CHE SI PROCLAMANO “CRISTIANI EVANGELICI INSISTONO CHE NOI DOBBIAMO COLLABORARE CON LA CHIESA CATTOLICA ROMANA, O CON DEGLI ERETICI  PSEUDO-EVANGELICI CHE STANNO GUASTANDO LA VIGNA DEL SIGNORE?
E, SECONDO ALCUNI, NON AVREMMO NEPPURE IL DIRITTO DI RIPRENDERE QUESTI CRISTIANI PER QUANTO RIGUARDA I LORO NUMEROSI COMPROMESSI?

QUANDO GESU’ SI RIVOLGEVA A DEI FALSI DOTTORI O A DEI FALSI PROFETI, LE SUE PAROLE ERANO MOLTO ACUTE E TAGLIENTI, E LE SUE AZIONI CHIARE E NETTE !!!

DOBBIAMO ESAMINARE ANCHE COLORO CHE LE INSEGNANO.
“Carissimi, NON CREDIATE AD OGNI SPIRITO, MA PROVATE (ESAMINATE) GLI SPIRITI, PER SAPERE SE VENGONO DA DIO, POICHE’ MOLTI FALSI PROFETI SI SONO SPARSI NEL MONDO” ( 1 Giovanni 4: 1).
Ogni dottrina e ogni dottore deve essere PROVATO (ESAMINATO) con la Parola di Dio. “Davanti alla legge e alla testimonianza ! Se non si parla così non vi sarà nessuna aurora per il popolo” (Isaia 8:20).

GESU’ PARLA ALLA CHIESA DI EFESO: “Io conosco le tue opere, il tuo lavoro, la tua perseveranza. IO SO CHE TU NON SOPPORTI I MALVAGI (GLI EMPI) E CHE HAI PROVATO (ESAMINATO) QUELLI CHE SI DICONO APOSTOLI E NON LO SONO E CHE LI HAI TROVATI (GIUDICATI) DEI MENTITORI”(Apocalisse 2:2)
GESU’ RIMPROVERA LA CHIESA DI PERGAMO DI TOLLERARE NEL SUO MEZZO QUELLI CHE INSEGNANO LA “DOTTRINA DI BALAAM” E LA “DOTTRINA DEI NICOLAITI” (Apocalisse 2: 14,15) 

NOI DOBBIAMO RIPRENDERE?

“Perciò riprendili severamente, affinché essi abbiano una fede sana e non vadano dietro a favole giudaiche e a COMANDAMENTI DI UOMINI e non si allontanino dalla VERITA’” (Tito 1: 13,14).
Paolo scriveva questo a Tito perché vi erano degli uomini che andavano di casa in casa PER SVIARE DELLE INTERE FAMIGLIE DALLA VERITA’ (versetti 10-16).

IL FEDELE SERVITORE DI DIO DEVE ESSERE “attaccato alla vera parola TALE E QUALE è stata insegnata, alfine di essere capace di esortare SECONDO LA SANA DOTTRINA E DI RIGETTARE COLORO CHE LA CONTRADDICONO” (Tito 1: 9).
NON DOBBIAMO AVERE NESSUNA COMUNIONE CON ESSI: non prendete parte alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto RIPRENDETELE,(Efesini 5: 11).


CI DOBBIAMO SEPARARE DA ESSI?

“Vi raccomandiamo, fratelli, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, di allontanarvi (di non avere più relazioni) da ogni fratello che vive nel disordine, e non secondo le istruzioni che avete ricevuto da noi “ (2 Tessal. 3: 6).
CI DOBBIAMO ALLONTANARE DA TUTTI QUELLI LE CUI DOTTRINE E LA CONDOTTA NON SONO CONFORMI ALLA PAROLA DI DIO !!!
Il contesto di questo versetto dimostra che Paolo pensava alla necessità di OBBEDIRE ALLA SANA DOTTRINA, poiché egli aggiunge:
“E se qualcuno non obbedisce a quello che noi diciamo in questa lettera, ANNOTATELO, E NON ABBIATE ALCUNA RELAZIONE CON LUI, affinché egli provi vergogna. Non lo guardate come un nemico, ma AVVERTITELO come un fratello” (versetti 14 e 15).
PAOLO ESORTA TIMOTEO AD ALLONTANARSI DA CHI “INSEGNA DELLE FALSE DOTTRINE E NON SI ATTIENE ALLE SANE PAROLE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E ALLA DOTTRINA CHE E’ SECONDO LA PIETA”, poiché, “E’ (COSTUI) UNO GONFIO D’ORGOGLIO, UNO CHE NON SA NIENTE, E HA LA MALATTIA DELLE DISPUTE INUTILI DELLE PAROLE, DA CUI NASCONO LE INVIDIE, LE QUERELE, LE CALUNNIE, I FALSI SOSPETTI, LE VANE DISCUSSIONI DI UOMINI CORROTTI NEL LORO INTENDIMENTO (MODO DI COMPRENDERE), PRIVATI DELLA VERITA’, E CREDONO CHE LA PIETA’ SIA UNA FONTE DI GUADAGNO” (1 Tim. 6: 3,5).
Paolo ordina anche a Timoteo di allontanarsi dagli UOMINI EGOISTI, amanti del denaro, cianciatori, ALTEZZOSI, BESTEMMIATORI (le false dottrine SONO DELLE BESTEMMIE !),….,ingrati,….., insensibili…..calunniatori….intemperanti, ….., traditori,….impostori, gonfi di orgoglio, amanti dei piaceri più che di Dio, AVENTI L’APPARENZA DELLA PIETA’ MA AVENDONE RINNEGATO IN REALTA’ LA FORZA” (2 Tim. 3: 5, 7).

E’ IL DOVERE DI OGNI VERO UOMO DI DIO DI “predicare la Parola, di insistere in ogni circostanza, favorevole o non, di RIPRENDERE, CENSURARE, esortare, istruendo con mansuetudine” (2 Tim. 4: 2).

“Se qualcuno viene a voi e non vi porta questa dottrina non riceveteli in casa vostra, NON DITEGLI: SALVE ! Poiché colui che gli dice: salve ! partecipa alle sue cattive opere” (2 Giovanni 10: 12).
NON C’E’ ALCUN DUBBIO CIRCA L’IDENTITA’ DI COLORO DI CUI PARLA GIOVANNI, CHE DICE, AL VERSETTO 9 :
“Chi va oltre e non resta fermo nella dottrina di Cristo NON HA DIO; colui che rimane in questa dottrina HA IL PADRE E IL FIGLIO”.

NOI DOBBIANO ALLONTANARLI DA NOI?

Allontanati, dopo un primo e un secondo avvertimento, da colui che provoca sètte (schivalo), sapendo che un tale uomo è pervertito e pecca” (Tito 3: 10).

DOBBIAMO BEN INDENTIFICARE TUTTI COLORO CHE PREDICANO UN ALTRO EVANGELO: PAOLO METTE IN GUARDIA CONTRO COLORO CHE PREDICANO “un altro Gesù, un altro spirito e UN ALTRO EVANGELO” (2 Corinzi 11: 4).

E COME LI RICONOSCEREMO SE NON LI ESAMINIAMO CON LA SCRITTURA?

PAOLO CHIAMA QUESTI PREDICATORI: “dei falsi apostoli, degli operai ingannatori, travestiti da apostoli di Cristo” (2 Corinzi 11: 13).
ED AGGIUNGE, AI VERSETTI 14 E 15, CHE QUESTI UOMINI SONO ANCHE DEI “MINISTRI DI SATANA” !!!
OGGI, GLI UOMINI CHE SONO REALMENTE CHIAMATI DA DIO DEVONO ESSERE FEDELI FINO A QUESTO PUNTO, E DENUNCIARE APERTAMENTE I MINISTRI DI SATANA !!!
PAOLO METTE IN GUARDIA I GALATI CONTRO COLORO CHE FALSIFICANO L’EVANGELO DI CRISTO, E DICE LORO:
“Io mi meraviglio che così presto voi vi distogliate da colui che vi ha chiamati per la grazia di Cristo, per passare A UN ALTRO EVANGELO. Non che esista un altro vangelo, MA VI SONO DELLE PERSONE CHE VI TURBANO E CHE VOGLIONO CAMBIARE (FALSIFICARE) L’EVANGELO DI CRISTO. MA ANCHE SE NOI STESSI, O ANCHE UN ANGELO CHE VIENE DAL CIELO VI ANNUNCIA UN ALTRO EVANGELO DI QUELLO CHE CHE VI ABBIAMO ANNUNCIATO, CHE SIA ANATEMA ! L’ABBIAMO GIA’ DETTO PRECEDENTEMENTE E VE LO RIPETO ADESSO: SE QUALCUNO VI ANNUNCIA UN ALTRO EVANGELO DI QUELLO CHE AVETE ACCOLTO, CHE SIA ANATEMA !” (Galati 1: 6, 9).

SE NOI NON DENUNCIAMO, TRADIAMO CRISTO E IL SUO VERO EVANGELO !

NOI CI DOBBIAMO SEPARARE DA LORO: perciò, USCITE DI MEZZO A LORO, e se-pa-ra-te-vi, DICE IL SIGNORE, non toccate ciò che è impuro e io vi accoglierò” (2 Corinzi 6: 17).

E’ MOLTO CHIARO ! IL VERO POPOLO DI DIO DEVE ALLONTANARSI DALL’APOSTASIA !!!

COME PUO’ UN VERO CRISTIANO ACCETTARE DI UNIRSI ALL ECUMENISMO E AL “CONSIGLIO INTERDENOMINAZIONELE MONDIALE DELLE CHIESE”, O A CERTI MOVIMENTI E DENOMINAZIONI APOSTATE ?

COME PUO’ UN VERO CRISTIANO ACCETTARE DI RESTARE IN RELAZIONE CON DEI “CRISTIANI” CHE VIVONO NEL COMPROMESSO?

E’ GIUSTO RIVELARE I LORO NOMI ?

MOLTI SONO CONVINTI CHE NON BISOGNA DENUNCIARE GLI ERRORI, NE’ NOMINARE PUBBLICAMENTE COLORO CHE LI INSEGNANO…

MA LA BIBBIA AFFERMA IL CONTRARIO !!!

PAOLO RIPRENDE PIETRO PUBBLICAMENTE !
PIETRO SI ERA RESO COLPEVOLE DI UN CATTIVO COMPORTAMENTO
“Ma quando Cefa (Pietro) venne ad Antiochia, io gli resistetti in faccia, perché egli era da CONDANNARE. Difatti, prima che FOSSERO VENUTI CERTUNI, inviati da Giacomo, egli (Pietro) mangiava con i pagani (i Gentili) ma quando costoro furono arrivati egli cominciò a ritirarsi e a tenersi in disparte, per dimore dei circoncisi. E gli altri giudei si misero anch’essi a simulare con lui, talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione (finzione, ipocrisia). Ma quando io vidi che non procedevano con giustizia secondo la VERITA’ dell’Evangelo , IO DISSI A CEFA – ALLA PRESENZA DI TUTTI ! – se tu che sei ebreo, vivi alla maniera dei gentili e non alla maniera degli ebrei, PERCHE’ FORZI TU i gentili a giudaizzare ?” (Galati 2: 11, 14).
Il problema era grave!
QUANDO SI TRATTA DELL ’INTEGRITA’ E LA PUREZZA DELL’EVANGELO, NOI NON ABBIAMO ALTRA SCELTA CHE QUELLA DI DENUNCIARE L’ERRORE E DI CITARE DEI NOMI !!!

PAOLO DENUNCIA IL NOME DI DEMA !

EGLI HA RIVELATO PUBBLICAMENTE CHE DEMA AVEVA PREFERITO L’AMORE DEL MONDO. “DEMA MI HA ABBANDONATO, PER AMORE DEL SECOLO PRESENTE, ED E’ PARTITO PER TESSALONICA” (2 Tim. 4: 10).

PAOLO DENUNCIA IMENEO E ALESSANDRO !
PAOLO SCRIVE A TIMOTEO “io ti affido questo incarico, Timoteo, figliolo mio, in accordo con le profezie che sono state fatte precedentemente a tuo riguardo, affinché in virtù d’esse tu combatta il buon combattimento, conservando la fede e una buona coscienza; la quale alcuni hanno perduto e hanno fatto naufragio per quanto riguarda la fede.Fra questi vi sono IMENEO E ALESSANDRO, i quali li ho abbandonati a Satana, (li ho gettati fuori) AFFINCHE’ IMPARINO A NON BESTEMMIARE” (1 Tim. 1: 18,20).

I VERI SERVITORI DI DIO DEVONO COMBATTERE IL BUON COMBATTIMENTO, E CITARE I NOMI DI COLORO CHE HANNO FATTO NAUFRAGIO A RIGUARDO DELLA FEDE CHE E’ STATA DATA AI SANTI UNA VOLTA PER TUTTE.
QUESTI UOMINI AVEVANO FATTO NAUFRAGIO IN TAL SENSO, E PAOLO NON HA ESITATO A DIRLO PUBBLICAMENTE, CITANDO I LORO NOMI !!!

PAOLO DENUNCIA IMENEO E FILETO !
Egli dice a Timoteo: “Sforzati di presentarti davanti a Dio, come un uomo approvato, un operaio che non ha niente di cui arrossire, che dispensi rettamente la parola della VERITA’. EVITA I DISCORSI VANI E PROFANI; POICHE’ COLORO CHE VI SI DANNO AVANZERANNO SEMPRE PIU’ NELL’EMPIETA’ E LA LORO PAROLA ANDRA’ RODENDO COME LA CANCRENA. FRA QUESTI VI SONO IMENEO E FILETO, I QUALI SI SONO ALLONTANATI DALLA VERITA’, dicendo che la risurrezione è già avvenuta e SOVVERTONO LA FEDE DI ALCUNI” (2 Tim. 2: 15,18).

OGNI FALSA DOTTRINA SOVVERTE SEMPRE LA FEDE DI QUALCUNO !

DOBBIAMO DUNQUE DENUNCIARE COLORO CHE INSEGNANO LE FALSE DOTTRINE !

PAOLO DENUNCIA ALESSANDRO IL FABBRO !
“Alessandro il fabbro, mi ha fatto molto del male. Il Signore GLI RENDERA’ SECONDO LE SUE OPERE. STAI ALLA LARGA ANCHE DA LUI POICHE’ HA FORTEMENTE CONTRASTATO LE NOSTRE PAROLE” (2 Tim. 4: 14,15).
E’ CHIARO CHE ANCHE QUI NON SI TRATTA DI UN PROBLEMA PERSONALE, MA DI UN PROBLEMA DI DOTTRINA !!!
ALESSANDRO SI ERA OPPOSTO ALLE PAROLE DI PAOLO E ALLE DOTTRINE CHE EGLI INSEGNAVA !
ERA UN NEMICO DELLA VERITA’ !!!
OGGI, I PASTORI FEDELI SONO MESSI A COFRONTO QUOTIDIANAMENTE ALLO STESSO PROBLEMA !
I VERI UOMINI DI DIO DEVONO TENERE LA BOCCA CHIUSA, COME MOLTI PRETENDONO ?
SOLTANTO UN VIGLIACCO ACCETTEREBBE DI TACERE QUANDO LA VERITA’ DELLA BIBBIA E’ ATTACCATA !

GIOVANNI DENUNCIA DIOTREFE !

“Ho scritto alcune parole alla Chiesa, ma DIOTREFE, che cerca di avere il primato fra loro, non ci riceve. Perciò se vengo, IO RICORDERO’ GLI ATTI CHE EGLI COMPIE, AVENDO CONTRO DI NOI DEI CATTIVI PROPOSITI. NON CONTENTO DI QUESTO EGLI NON ACCOGLIE I FRATELLI E A QUELLI CHE VORREBBERO ACCOGLIERLI IMPEDISCE DI FARLO E LI CACCIA DALLA CHIESA” (3 Giovanni vers. 9-10).
E’ DUNQUE GIUSTO NOMINARE E DENUNCIARE I NOMI DI COLORO LE CUI DOTTRINE E LE PRATICHE SONO CONTRARIE ALLA PAROLA DI DIO !!!
INFATTI TUTTA LA BIBBIA ABBONDA DI ESEMPI DI FALSI PROFETTI CHE SONO STATI NOMINATI E DENUNCIATI !!!

TUTTI QUESTI DISCORSI MODERNI SULL’ AMORE, NON CI FACCIAMO LA GUERRA, GUARDIAMO QUELLO CHE CI UNISCE E NON QUELLO CHE CI DIVIDE, SONO SOLO UNA SCUSA PER NON DENUNCIARE L’ERRORE E LA MENZOGNA !!

MOSE’ DENUNCIA BALAAM !
(Vedi Numeri 22: 25). Anche Pietro ha denunciato “la via di Balaam, che ha amato il salario dell’iniquità” (2 Pietro 2: 15).
GIUDA DENUNCIA “LO SVIAMENTO DI BALAAM”
(Giuda 11). ANCHE GESU’ HA DENUNCIATO LA “DOTTRINA DI BALAAM”, CHE INSEGNAVA A BALAK A METTERE UNA PIETRA D’INCIAMPO DAVANTI AI FIGLI D’ISRAELE, AFFINCHE’ MANGIASSERO DELLE CARNI SACRIFICATE AGLI IDOLI E CHE SI ABBANDONASSERO ALL’IMPUDICIZIA” (Apocalisse 2: 14).

ENTRIAMO QUI NEL CUORE DELLA DOTTRINA DELLA SEPARAZIONE.
Balaam non poté mai maledire Israele, malgrado il suo desiderio di ottenere il salario che gli era stato promesso. Ma gli uomini d’Israele “si abbandonarono alla dissolutezza con le figlie di Moab”, e “si prosternarono davanti ai loro dei” (Numeri 25: 1, 2).
Come giunsero a questo ? Perché Balaam aveva mostrato a Balak come spezzare la barriera che separava gli Israeliti dai Moabiti.
Questo è chiaramente implicato in Apocalisse 2: 14 e Numeri 31: 16. A causa di questo peccato, 24.000 uomini d’Israele furono giudicati da Dio e perirono.

I FALSI DOTTORI SPEZZANO LA BARRIERA DI SEPARAZIONE FRA IL POPOLO DI DIO E LE FALSE RELIGIONI.

SI PREDICA TROPPO POCO SULLA DOTTRINA DELLA SEPARAZIONE !!
IL POPOLO DI DIO E’ UN POPOLO SEPARATO E “MESSO A PARTE PER DIO” (SANTO SIGNIFICA PROPRIO QUESTO: “SEPARATO E MESSO A PARTE PER DIO”).

BALAAM SPEZZO’ QUESTA BARRIERA DI SEPARAZIONE SPINGENDO GLI UOMINI D’ISRAELE A COMMETTERE LA FORNICAZIONE CON LE FIGLIE DI MOAB. LI SPINSE COSI’ A PROSTERNARSI DAVANTI A BAAL.
MOLTI CRISTIANI CREDONO CHE CERTI MINISTERI SIANO TROPPO IMPORTANTI E TROPPO POTENTI PER ESSERE DENUNCIATI PUBBLICAMENTE…

I PASTORI DELLE IMMENSE CHIESE, I MINISTERI INTERNAZIONALI, E QUELLI CHE TRASCINANO UN IMMENSO AUDITORIO ALLA RADIO O ALLA TELEVISIONE (E NEI CONGRESSI !) SAREBBERO CONSIDERATI COME AL DI SOPRA DI OGNI CRITICA !
QUALSIASI COSA ESSI DICANO, QUALSIASI COSA ESSI FACCIANO, ANCHE SE E’ COMPLETAMENTE IN OPPOSIZIONE ALLA BIBBIA, SONO CONSIDERATI COME AVENTI SEMPRE RAGIONE !!!
NIENTE E’ PIU’ FALSO DI TUTTO CIO !!
IL PROFETA NATHAN FA IL NOME DEL COLPEVOLE !
VI ERA UN UOMO CHE OCCUPAVA UNA POSIZIONE MOLTO ELEVATA, MA AVEVA COMMESSO L’ADULTERIO E L’OMICIDIO IN SEGRETO.
POTEVA ESSERE QUEST’UOMO COSI’ IMPORTANTE RIPRESO DA UN SEMPLICE PROFETA INPOPOLARE ?
EPPURE, NATHAN SI RECO’ DIRETTAMENTE ALLA PRESENZA DI DAVIDE E GLI RIVELO’ IL SUO PECCATO UTILIZZANDO UNA PARABOLA, POI DICE CHIARAMENTE AD UN DAVIDE MOLTO ARRABBIATO: “TU, SEI QUELL’UOMO” (2 Samuele 12:7).
JEHU DENUNCIA GIOSAFAT !
Nell’insieme, Giosafat fu un buon re, ma commise degli errori. Accettò che suo figlio sposasse la figlia dell’empio re Achab (2 Cronache 18: 1 – 21: 1,6). Fece un’alleanza con Achab e andò a combattere con lui a Galaad (2 Cronache 18).
Il profeta Jehu, figlio di Hanani, disse al re Giosafat: “DOBBIAMO NOI SOCCORRERE IL MALVAGIO ? E AMI TU COLORO CHE ODIANO L’ETERNO ? A CAUSA DI QUESTO L’ETERNO E’ IRRITATO CONTRO DI TE” (2 Cronache 19: 2).

AMI TU COLORO CHE ODIANO L’ETERNO ??”

ABBIAMO DUNQUE VISTO, ATTRAVERSO TUTTA LA PAROLA DI DIO, CHE E’ GIUSTO DENUNCIARE L’ERRORE E LE MENZOGNE, E FARE I NOMI DI COLORO CHE LE PROPAGANO!!
E’ GIUSTO “COMBATTERE PER LA FEDE CHE E’ STATA TRASMESSA AI SANTI UNA VOLTA PER TUTTE” (Giuda 3). 

DOVREMMO DUNQUE STARE MOLTO IN GUARDIA CONTRO I “FALSI DOTTORI CHE INTRODUCONO DELLE ERESIE DI PERDIZIONE” (2 Pietro 2: 1). 

Fratelli vegliamo ed esortiamoci a vicenda camminando con integrità nei sentieri antichi della Parola, temiamo Dio e fuggiamo il male.

Vincenzo Di Giuseppe

 

 

Così dice l'Eterno: Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! (Geremia 6:16)

 

 

 

 

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TESTIMONIANZA INCORAGGIANTE PER CHI HA IL MARITO NON ANCORA CONVERTITO, ANNAMARIA DA ISERNIA..

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TESTIMONIANZA DI UN BARBONE

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La storia di Gesù di Nazareth, il Salvatore del mondo

La storia di Gesù di Nazareth, il Salvatore del mondo

La storia di Gesù di Nazareth, il Salvatore del mondo

Ai giorni dell’imperatore Cesare Augusto, una giovane vergine di Nazareth (una cittadina della Galilea) che era stata promessa sposa a Giuseppe, figlio di Giacobbe, che era della casa di Davide, ricevette la visita di un santo angelo di Dio il quale le preannunziò che ella avrebbe concepito e partorito un figlio che sarebbe stato grande e sarebbe stato chiamato Figlio dell’Altissimo; il suo nome sarebbe stato Gesù. A lui Dio avrebbe dato il regno di Davide suo padre ed Egli avrebbe dominato su Israele in eterno. Maria, questo il nome della giovane vergine, sentendo dirgli quelle parole chiese come avrebbe potuto avvenire tutto ciò dato che lei non conosceva uomo; e l’angelo le rispose che lo Spirito Santo sarebbe venuto sopra di lei, e la potenza di Dio l’avrebbe coperta della sua ombra, per cui il santo che sarebbe nato sarebbe stato chiamato Figliuolo di Dio. Al che Maria rispose all’angelo che le fosse fatto secondo la sua parola perché lei si dichiarava l’ancella del Signore.

E così avvenne, Maria rimase incinta per virtù dello Spirito Santo, senza che Giuseppe l’avesse conosciuta. Ma quando Giuseppe, tempo dopo, si accorse che la sua promessa sposa era incinta si propose di lasciarla di nascosto, ma mentre aveva queste cose nell’animo un angelo di Dio gli apparve in sogno e gli disse di non preoccuparsi di prendere Maria in sposa perché quello che in lei era generato era dallo Spirito Santo; e che lui avrebbe dovuto mettere al figlio che doveva nascere il nome di Gesù che significa ‘YHWH salva’ (YHWH è il nome ebraico di Dio che si pronuncia Yahweh). Tranquillizzato da quelle parole, Giuseppe appena si svegliò prese in sposa Maria, sapendo per certo che il messaggero di Dio che gli era apparso non gli aveva mentito.

Proprio in quei giorni avvenne che uscì da parte di Cesare Augusto un decreto che si facesse un censimento di tutto l’impero. Allora Giuseppe prese la sua sposa che era incinta e si recò a Betleem a farsi registrare perché, come abbiamo detto innanzi, egli era della casa di Davide. Ed avvenne che mentre si trovavano a Betleem di Giuda, Maria partorì il fanciullo a cui in capo a otto giorni, quando fu circonciso, fu posto il nome di Gesù.

Il giorno stesso in cui Gesù nacque, apparve a dei pastori della contrada di Betleem un angelo del Signore il quale gli annunziò la buona notizia che in quel giorno nella città di Davide era nato il Salvatore, che era Cristo (dal greco Christòs che significa ‘Unto’), il Signore. Essi dunque, udito ciò, si recarono a Betleem e vi trovarono il fanciullino e divulgarono quello che era loro stato detto di quel bambino. Al sentire quelle cose coloro che erano là presenti si meravigliarono.

Quando si compirono i giorni durante i quali – secondo la legge – la donna che aveva partorito un figlio maschio doveva rimanere a purificarsi del suo sangue, i suoi genitori lo portarono in Gerusalemme per presentarlo al Signore, ed anche per offrire l’olocausto e il sacrificio per il peccato che prescriveva la legge di Mosè.

In seguito, quando Gesù aveva ancora poche settimane giunsero a Betleem, presso la casa dove egli era tenuto, dei magi provenienti dall’Oriente i quali lo adorarono, e aperti i loro tesori gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Come avevano fatto quegli uomini a giungere a Betleem? In questa maniera: mentre erano in Oriente era apparsa loro la sua stella che li aveva condotti in Israele. Giunti a Gerusalemme avevano chiesto dove fosse il re dei Giudei che era nato perché essi erano venuti per adorarlo. Ed il re della Giudea, Erode, chiamati gli scribi e i capi sacerdoti, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere, ed essi gli dissero che il Cristo doveva nascere in Betleem di Giudea. Il re dunque aveva mandato i magi a Betleem (dopo essersi informato del tempo in cui la stella era apparsa loro), dicendogli di tornare poi da lui quando avrebbero trovato il fanciullino perché pure lui voleva andare ad adorarlo. Ma i magi dopo avere trovato il fanciullino Gesù, non tornarono da Erode perché furono divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode; quindi per altra via tornarono al loro paese.

Questo naturalmente fece infuriare Erode che si vide beffato dai magi; e allora egli mandò a sterminare tutti i maschi ch’erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù (secondo il tempo del quale egli s’era informato dai magi). Ma il fanciullino Gesù non fu messo a morte perché Dio mediante un angelo aveva avvertito per tempo Giuseppe dicendogli di prendere il fanciullino e sua madre e di andare in Egitto e rimanervi fino a nuovo ordine. Quando poi Erode fu morto, allora Dio, sempre mediante un suo angelo, avvertì Giuseppe e gli disse di tornare in Israele.

Giunto in Israele, Giuseppe si ritirò in Galilea e precisamente nella città di Nazareth. Qui in Nazareth Gesù fu allevato dai suoi genitori e cresceva in sapienza e in statura, si fortificava e la grazia di Dio era sopra lui.

Quando Gesù raggiunse i trenta anni circa lasciò la Galilea e si recò al fiume Giordano a farsi battezzare da Giovanni il Battista, che era apparso da qualche tempo nel deserto della Giudea predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. Chi era costui? Egli non era né Elia, e neppure il Cristo, come lui stesso ebbe a rispondere a quei Farisei che lo avevano interrogato un giorno al di là del Giordano dove lui stava battezzando; ma egli era colui del quale aveva parlato Dio tramite il profeta Malachia quando disse: “Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me” (Mal. 3:1). Un uomo perciò che Dio aveva mandato innanzi al suo Unto per preparargli la via. Ma in che maniera il messaggero di Dio avrebbe preparato la strada davanti all’Unto di Dio? Testimoniando di lui affinché tutti credessero per mezzo di lui; e questo difatti è quello che fece Giovanni.

Quando in quel giorno il Battista lo battezzò e Gesù fu uscito dall’acqua avvenne che i cieli si apersero ed egli vide scendere su di lui lo Spirito Santo in forma corporea a guisa di colomba ed udì una voce che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:17). Da allora il Battista cominciò ad attestare alle turbe: “Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio” (Giov. 1:32-34). In occasione dunque del suo battesimo in acqua Gesù di Nazareth fu unto da Dio di Spirito Santo.

Dopo che Gesù fu unto, lo Spirito Santo lo condusse nel deserto affinché fosse tentato da Satana. Dopo che ebbe digiunato per quaranta giorni e quaranta notti per tre volte il tentatore cercò di farlo cadere in peccato; ma Gesù si oppose a lui in maniera efficace citandogli la legge del Signore che egli aveva riposto nel suo cuore secondo che è scritto: “La legge del suo Dio è nel suo cuore; i suoi passi non vacilleranno” (Sal. 37:31). Il diavolo allora lo lasciò fino ad altra occasione, e gli angeli di Dio vennero a servirlo.

Dopo di ciò, Gesù tornò in Galilea dove cominciò a predicare e ad insegnare, glorificato da tutti. Venne anche a Nazareth dove era stato allevato, ma qui i suoi concittadini si levarono pieni di ira contro di lui perché dopo che egli ebbe letto in sinagoga quel passo di Isaia dove è detto: “Lo Spirito del Signore, dell’Eterno è su me, perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili; m’ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l’apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l’anno di grazia dell’Eterno” (Is. 61:1), egli affermò che in quel giorno quella Scrittura s’era adempiuta, e che nessun profeta è ben accetto nella sua patria. Essi allora lo cacciarono fuori dalla città e cercarono di precipitarlo giù dal ciglio del monte su cui era fabbricata Nazareth, ma egli passando in mezzo a loro se ne andò a Capernaum, città sul mare ai confini di Zabulon e Neftali, dove fissò la sua residenza, infatti questa città è chiamata la sua città (cfr. Matt. 9:1).

Gesù andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio. Egli diceva alla turbe: “Ravvedetevi e credete all’Evangelo” (Mar. 1:15); quindi esortava tutti a pentirsi dei loro peccati ed a credere nella buona notizia di cui lui era l’ambasciatore per volontà di Dio. Il profeta Isaia infatti aveva detto del Cristo che egli avrebbe recato una buona novella ai poveri. Ma in che cosa consisteva questa buona notizia in cui Gesù ordinava agli uomini di credere? Nel fatto che Dio nella pienezza dei tempi aveva mandato nel mondo il suo Figliuolo affinché chiunque credesse in lui non perisse ma avesse vita eterna. In altre parole nella meravigliosa notizia che Dio nel suo grande amore aveva mandato nel mondo il suo Figliuolo affinché per mezzo di lui il mondo fosse salvato, e che per essere salvati era necessario, indispensabile, credere in lui.

Oltre ad annunziare ai Giudei il ravvedimento e la fede in lui, Gesù insegnò molte cose in parabole alle turbe e così si adempirono le parole del profeta: “Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi” (Sal. 78:2).

Ma Gesù operò anche tante guarigioni in mezzo ai Giudei. Egli risuscitò pure i morti e cacciò molti demoni dai corpi di coloro che li possedevano, e questo perché Dio era con lui.

Ma nonostante Gesù andasse in giro per il paese dei Giudei facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo perché Dio era con lui, ci furono molti che non credettero in lui, e dissero di lui che era un mangione e un ubriacone, uno che seduceva le persone, un pazzo, uno che aveva il principe dei demoni e mediante di esso cacciava i demoni, un peccatore perché violava il sabato, un bestemmiatore perché chiamava Dio suo Padre e si faceva uguale a lui. Calunnie, solo calunnie; perché Gesù fu un uomo temperato in ogni cosa; un uomo che non cercò mai il suo interesse come invece fanno i seduttori di menti che insegnano cose che non dovrebbero per amore di disonesto guadagno; un uomo ripieno di sapienza, ma non di quella dei principi di questo mondo ma di quella di Dio misteriosa ed occulta; un uomo ripieno di Spirito Santo che cacciava i demoni per l’aiuto dello Spirito; un uomo che non violò mai il Sabato perché in giorno di Sabato è lecito di fare del bene, è lecito di salvare una persona e lui in quel giorno faceva proprio questo guarendo coloro che avevano bisogno di guarigione; un uomo verace che non si fece uguale a Dio per presunzione ma perché egli era uguale a Dio per natura essendo il suo Unigenito Figliuolo venuto da presso a Lui. Ma quantunque fosse uguale a Dio, Egli non reputò una cosa da ritenere con avidità questa uguaglianza con Dio ma umiliò se stesso prendendo la forma di servo, divenendo simile ai figliuoli degli uomini. Ecco perché molti non riconobbero in lui il Figlio di Dio perché si presentò sotto forma di un umile servo che apparentemente non aveva nulla di diverso dagli altri uomini.

Queste calunnie naturalmente fecero soffrire Gesù perché egli si vide rigettato proprio da quelli di casa sua; egli soffrì come i profeti che erano stati prima di lui i quali erano stati mandati da Dio al popolo per il suo bene ed invece furono rigettati e calunniati in ogni maniera quasi che essi cercassero il suo male. Si adempirono così le parole del profeta Isaia con cui egli aveva definito il Cristo: “Uomo di dolore, familiare col patire” (Is. 53:3), e così fu infatti Gesù Cristo.

Tra coloro che rigettarono Gesù ci furono i capi sacerdoti e i Farisei i quali, avendo disconosciuto lui e le dichiarazioni dei profeti che si leggevano ogni sabato, deliberarono di pigliarlo e di farlo morire.

Alcuni giorni prima della Pasqua, Gesù salì a Gerusalemme entrandovi montato sopra un asinello. Avvenne proprio in quei giorni che precedevano la Pasqua che Satana entrò in uno dei discepoli di Gesù, chiamato Giuda Iscariota, il quale andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani. Ed essi rallegratisi di ciò, promisero di dargli in cambio del denaro, trenta sicli d’argento. Da quel momento perciò Giuda Iscariota cercava il momento opportuno di tradirlo.

Avvenne così che durante la festa della Pasqua, dopo che Gesù ebbe mangiato la Pasqua coi suoi discepoli che Giuda uscì da dove essi erano radunati. Poco dopo venne nell’orto del Getsemani, dove Gesù intanto era andato coi suoi discepoli per pregare, con una grande turba che aveva spade e bastoni. Dopo avere ricevuto il convenuto segnale da parte di Giuda, costoro misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono; esattamente come avrebbero fatto con un malfattore. Tutti i suoi discepoli allora lo lasciarono e se ne fuggirono.

Lo portarono prima davanti al Sinedrio che lo condannò come reo di morte perché si era dichiarato il Figlio di Dio, e quindi per bestemmia. Quando i membri del Sinedrio dissero: “E’ reo di morte” (Matt. 26:66), gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni; e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: “O Cristo profeta, indovinaci: Chi t’ha percosso?” (Matt. 26:68). Poi, legatolo, lo menarono dal governatore Ponzio Pilato per chiedergli di crocifiggerlo. Questi in un primo tempo aveva deliberato di liberarlo perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte (lo aveva anche mandato da Erode che in quei giorni si trovava in Gerusalemme il quale lo aveva schernito coi suoi soldati, ed anche lui non aveva trovato in Gesù alcuna delle colpe di cui l’accusavano i capi sacerdoti e gli scribi), ma siccome la moltitudine chiedeva con grande grida di crocifiggerlo acconsentì a quello che essa chiedeva e perciò comandò che fosse fatto prima flagellare e poi crocifiggere. I soldati del governatore lo menarono allora dentro il pretorio e lo vestirono di porpora, gli misero sul capo una corona di spine, una canna nella mano destra, e prostratisi davanti a lui lo beffavano dicendo: Salve, re dei Giudei! e gli percuotevano il capo con la canna e gli sputavano addosso.

Dopo averlo spogliato della porpora e rivestito dei suoi vestimenti lo menarono fuori al luogo detto Golgota, dove lo inchiodarono sulla croce affinché si adempissero le parole: “M’hanno forato le mani e i piedi” (Sal. 22:16), in mezzo a due malfattori e questo affinché si adempissero le parole di Isaia: “E’ stato annoverato fra i trasgressori” (Is. 53:12).

Mentre era appeso sulla croce i soldati presero le sue vesti e ne fecero quattro parti affinché ognuno di loro ne avesse una parte, mentre la tunica la tirarono a sorte per sapere a chi toccherebbe; questo avvenne affinché si adempisse la Scrittura: “Spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste” (Sal. 22:18).

Un’altra cosa che avvenne mentre Gesù era appeso sulla croce agonizzante fu che lui venne schernito da coloro che passavano di là e dai capi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani i quali gli dicevano: “Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio” (Matt. 27:42-44); e questo avvenne affinché si adempissero le parole di Davide: “Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell’Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce” (Sal. 22:7-8), ed ancora: “Apron la loro gola contro a me, come un leone rapace e ruggente” (Sal. 22:13).

Prima che Gesù spirasse gridò: “Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matt. 27:46), e in quel momento uno degli astanti corse a prendere una spugna e inzuppatala d’aceto e postala in cima ad una canna gli diè da bere. Questo avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto da Davide: “Nella mia sete, m’han dato a ber dell’aceto” (Sal. 69:21).

Dopo che Gesù spirò, i soldati vennero a fiaccare le gambe a coloro che erano sulla croce, fiaccarono le gambe ai due che erano stati crocifissi con lui, ma a Gesù non gliele fiaccarono, perché lo videro già morto, affinché si adempisse la Scrittura che dice: “Niun d’osso d’esso sarà fiaccato” (Giov. 19:36; Sal. 34:20). Quella sera si adempì anche la Scrittura: “Ed essi riguarderanno a me, a colui ch’essi hanno trafitto” (Zacc. 12:10).

Ma perché morì Gesù Cristo? “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Is. 53:5), dice Isaia. Quindi la sua morte sulla croce, voluta e decretata dai Giudei ed eseguita materialmente dai Gentili, non fu altro che l’adempimento delle parole del profeta Isaia. E perciò diciamo che fu Dio che fece sì che i Giudei e i Gentili si mettessero assieme contro il suo Unto per ucciderlo e questo affinché con la sua morte egli ci liberasse dal peccato.

Vediamo ora di spiegare questo concetto molto importante. Il peccato è entrato nel mondo tramite un uomo solo di nome Adamo e questo peccato è passato su tutti gli uomini, per cui tutti hanno peccato. Ma che cosa rende forte il peccato nell’uomo? La legge, perché, come dice Paolo, essa è “la forza del peccato” (1 Cor. 15:56). Sempre Paolo spiega questo quando dice che: “Il peccato, còlta l’occasione, per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno; e, per mezzo d’esso, m’uccise” (Rom. 7:11), in altre parole il peccato fa leva sulla legge per portare la morte nell’uomo. La legge è sì buona e santa, ma il peccato si usa di essa proprio per cagionare la morte nell’uomo. Per fare un paragone, è come se un omicida si usasse di un pezzo di legno fatto da Dio per uccidere un altro uomo. Chi ammazza non è il legno fatto da Dio e buono in se stesso, ma l’omicida che si usa di esso per adempiere il suo criminoso disegno. Così il peccato omicida si usa della legge, data da Dio ad Israele e perciò buona, per uccidere spiritualmente le persone. Quindi occorreva annullare il peccato, cioè spogliarlo del suo potere che aveva sull’uomo. E Gesù ha fatto proprio questo con il suo sacrificio, ha annullato il peccato; lo ha potuto fare questo perché egli si è caricato delle nostre iniquità morendo sulla croce per noi tutti. Ecco perché chi crede in lui viene affrancato dal peccato, perché Gesù sulla croce ha crocifisso il suo (di chi crede) vecchio uomo. Quindi il credente in Cristo è morto con Cristo al peccato; e di conseguenza la legge ha cessato di dominarlo perché la legge signoreggia l’uomo solo mentre egli vive e non anche dopo che è morto. Ed il credente mediante il corpo di Cristo è morto alla legge, a quella cioè che lo teneva soggetto a schiavitù, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risorto dai morti.

Dopo che Gesù spirò sulla croce, venne un certo Giuseppe d’Arimatea che era un uomo ricco e che era diventato anch’egli discepolo di Gesù, il quale chiesto il corpo a Pilato, prese il corpo di Gesù, lo avvolse in un panno lino netto e lo depose nella sua tomba che aveva fatta scavare lì nei pressi, e nella quale ancor nessuno era stato posto. Fu così che si adempì quell’altra Scrittura che dice: “Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco” (Is. 53:9).

Ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti perché era impossibile che Cristo fosse ritenuto dalla morte; ed anche la sua risurrezione era stata preannunziata da Dio nella sua parola infatti Davide aveva detto: “Tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione” (Atti 2:27). E’ chiaro che qui Davide non parlò di lui perché il suo corpo rimase nel sepolcro e vide la corruzione, ma parlò della risurrezione del Cristo, di uno dei suoi discendenti, perché lui sapeva che Dio gli aveva promesso con giuramento che lo avrebbe fatto sedere sul suo trono in eterno secondo che è scritto: “L’Eterno ha fatto a Davide questo giuramento di verità, e non lo revocherà: Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere” (Sal. 132:11).

Dopo che Gesù risuscitò si fece vedere da quelli che egli aveva scelti, mangiò e bevve con loro, e discusse con loro delle cose relative al regno di Dio e diede loro dei comandamenti; dopodiché fu assunto in cielo alla destra della Maestà e questo affinché si adempissero le parole di Davide: “L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi” (Sal. 110:1). E dal cielo, a suo tempo, egli tornerà con gloria e potenza.

Ravvediti e credi in Lui

Una delle cose che Gesù prima di essere assunto in cielo ordinò di fare fu quella di predicare nel suo nome agli uomini il ravvedimento e la remissione dei peccati (cfr. Luca 24:46-47). Questo è quello che fecero gli apostoli dopo che lui fu assunto in cielo, e questo è quello che facciamo noi oggi a distanza di quasi duemila anni in obbedienza all’ordine di Cristo Gesù.

Ti esortiamo quindi nel nome di Cristo a pentirti dei tuoi peccati e a credere in Gesù Cristo, perché SOLO MEDIANTE LA FEDE IN LUI PUOI OTTENERE LA REMISSIONE DEI TUOI PECCATI secondo che è scritto: “Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de’ peccati mediante il suo nome” (Atti 10:43). Gesù Cristo infatti ha l’autorità di rimettere agli uomini i loro peccati, come l’aveva quando era sulla terra (cfr. Mar. 2:5-11), perché egli è il Figlio di Dio, e questo egli fa PERSONALMENTE verso coloro che credono in lui. Non c’è dunque bisogno di nessun altro mediatore tra Dio e gli uomini, oltre a Gesù Cristo, al fine di ottenere la remissione dei propri peccati. Te lo ripetiamo: nessuno (cfr. 1 Tim. 2:5-6).

Rientra dunque in te stesso, credi nel nome del Figliuolo di Dio e otterrai la remissione dei tuoi peccati. E non solo, otterrai anche la vita eterna secondo che è scritto: “Chi crede ha vita eterna” (Giov. 6:48), per cui SARAI SICURO CHE QUANDO MORIRAI ANDRAI IN PARADISO – un luogo celeste meraviglioso dove non c’è né dolore e né pianto e dove regna la pace (cfr. 2 Cor. 12:2-4; Giob. 25:2) – e comincerai perciò ad avere il desiderio di partire dal corpo e abitare con il Signore in Paradiso (cfr. Fil. 1:23; 2 Cor. 5:8).

Non indugiare, non posticipare questa decisione a domani o a qualche altro giorno (cfr. 2 Cor. 6:2), potrebbe essere troppo tardi per farlo perché ALL’IMPROVVISO POTRESTI MORIRE senza avere neppure il tempo di pentirti e credere in Gesù e TE NE ANDRESTI DIRETTAMENTE ALL’INFERNO – UN LUOGO ORRIBILE CHE ESISTE NEL CUORE DELLA TERRA DOVE ARDE IL FUOCO E LE ANIME DEI PECCATORI SOFFRONO DEI TORMENTI ATROCI E TERRIBILI PRODOTTI DAL FUOCO (cfr. Luca 16:24) – senza avere più per tutta l’eternità un’altra opportunità di pentirti e credere in Gesù. Questa è infatti la fine che aspetta tutti coloro che non si ravvedono e non credono in Gesù Cristo (Sal. 9:17).

Due vie stanno dinnanzi a te: quella del peccato che mena all’inferno e sulla quale ti trovi, e quella santa che mena in paradiso sulla quale ci troviamo noi per la grazia di Dio e che ti abbiamo indicato: abbandona la via del peccato e incamminati per la via santa, e non te ne pentirai giammai perché è scritto che del ravvedimento che mena alla salvezza non c’è mai da pentirsi (cfr. 2 Cor. 7:10).

Giacinto Butindaro

 


 

Accostati a Dio con piena fiducia

Accostati a Dio con piena fiducia

Ricordati che quando ti accosti a Dio ti accosti al Creatore di tutte le cose; Colui che abita l’eternità; Colui che riempie il cielo e la terra; Colui davanti al quale le nazioni sono come una gocciola della secchia, come la polvere minuta delle bilance e le isole come pulviscolo che vola; Colui che sa ogni cosa e può fare ogni cosa; l’Iddio grande e tremendo. TemiLo e trema davanti a Lui, ma accostati a Lui con piena fiducia perchè Gesù Cristo, il Suo Figliuolo, è alla Sua destra dove intercede per noi. A Dio sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen.

 

Giacinto Butindaro

 

 

Si è fatto uomo e povero per amore nostro

Si è fatto uomo e povero per amore nostro

Si è fatto uomo e povero per amore nostro

 

Il Figlio di Dio, coeterno con Dio Padre, nella pienezza dei tempi è disceso dal cielo diventando simile agli uomini per amore nostro, “affinché, mediante la morte, distruggesse colui che avea l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù” (Ebrei 2:14). Noi quindi, grazie alla Sua morte, non siamo più sotto la potestà del diavolo e neppure schiavi del peccato, e di conseguenza non abbiamo più paura della morte sapendo che quando ci dipartiremo da questo corpo andremo ad abitare con il Signore in cielo in quanto abbiamo la fede in Cristo e siamo stati fatti eredi del Regno dei cieli.
Ma è bene ricordare che il Figlio di Dio nei giorni della sua carne era povero e non ricco materialmente, ed anche questo suo farsi povero fu una manifestazione di amore verso di noi, secondo che è scritto: “…. essendo ricco, s’è fatto povero per amor vostro, onde, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi” (2 Corinzi 8:9). Già, proprio così, Egli si fece povero affinchè noi diventassimo ricchi in fede ed eredi del Regno di Dio.
Rendiamo perciò grazie a Colui che è disceso dal cielo per dare la Sua vita per noi, cioè a Cristo Gesù.

 

Giacinto Butindaro

 

 

E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione...

E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione...

 
 Perciò, avendo questo ministerio in virtù della misericordia che ci è stata fatta, noi non veniam meno nell'animo,  ma abbiam rinunziato alle cose nascoste e vergognose, non procedendo con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo nel cospetto di Dio.  E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione,  per gl'increduli, dei quali l'iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio, non risplenda loro.  Poiché noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù qual Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servitori per amor di Gesù;  perché l'Iddio che disse: Splenda la luce fra le tenebre, è quel che risplendé ne' nostri cuori affinché noi facessimo brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. (2Cor 4:1,6)
 
Dunque fratelli perseveriamo come si conviene nella fede e nella Parola di Dio, sforziamoci di mantenere sempre viva la nostra fiamma, attraverso la lettura e lo studio della Parola di Dio, pregando in ogni tempo. 
 
Vincenzo Di Giuseppe
 


 

Poiché uno diventa schiavo di ciò che l'ha vinto...(2Pietro 2:19)

Poiché uno diventa schiavo di ciò che l'ha vinto...(2Pietro 2:19)

 

Poiché l'amor del danaro è radice d'ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori.  Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose, e procaccia giustizia, pietà, fede, amore, costanza, dolcezza. (1Tim.6:10) 

Ecco cosa dice l' apostolo Pietro ; " Giacché uno diventa schiavo di ciò che l'ha vinto".(2Pietro 2:19)

Dunque fratelli non diventiamo schiavi di nulla, ciò significherebbe essere vinti e dominati. Ma rimaniamo sempre e solo schiavi di Cristo affinchè diveniamo liberi nel Suo nome.

 

 

Vincenzo Di Giuseppe

 

 

 

 

 

 


 

Il Signore è degno di gloria e di onore. 

E tutti i giorni, essendo di pari consentimento assidui al tempio, e rompendo il pane nelle case, prendevano il loro cibo assieme con letizia e semplicità di cuore,  lodando Iddio, e avendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che erano sulla via della salvazione.(Atti 2:46)

Dio vi benedica fratelli

 

 

A Dio sia la gloria

 

Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo

Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo

 

“Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo” (2 Tim. 2:12).

Fratelli, dobbiamo essere pazienti nell’afflizione; dobbiamo essere costanti in mezzo alle svariate prove con le quali Dio prova la nostra fede.

Il Signor Gesù rivolse queste parole all’angelo della Chiesa di Smirne: “Non temere quel che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perchè siate provati; e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, ed io ti darò la corona della vita” (Ap. 2:10).

Fratelli, non temete quel che dovete soffrire a motivo del nome del Signore; sappiate che a noi ci è stato dato “anche di soffrire per lui” (Fil. 1:29), ma noi siamo pieni di fiducia e siamo persuasi (come disse Paolo), “che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo” (Rom. 8:18).

In mezzo alle tribolazioni noi non veniamo meno nell’animo, sapendo di avere il Signore a nostro fianco che ci sostiene in mezzo ad esse e poi che dire? Non è forse vero che Egli ci consola in ogni nostra afflizione? Certo è così, e quand’anche venissero a mancare dei consolatori Lui continuerà a consolarci. Abbiamo un Signore, che quando era sulla terra soffrì anch’egli; egli sa bene cosa significhi soffrire, piangere, essere contristati, perchè pure lui sperimentò queste cose ed è per questo motivo che egli può comprenderci appieno e venirci in aiuto.

Ah!… quante volte egli ci ha soccorso con le sue potenti consolazioni! È cosa grata a Dio che noi soffriamo facendo il bene, ma dobbiamo imparare a soffrire pazientemente e a non impazientirci nella sofferenza. Per mezzo delle sofferenze che noi patiamo a motivo di giustizia, Dio ci perfeziona e ci rende pazienti, perchè “l’afflizione produce pazienza” (Rom. 5:3) e siccome che noi tutti abbiamo bisogno di pazienza, Dio ci prova “nel crogiolo dell’afflizione” (Is. 48:10).

Fratelli, considerate quello che il Signore riserba a quelli che sono perseguitati a cagione di giustizia e allora capirete quanto valga la pena soffrire con pazienza in mezzo alla prova; Gesù disse: “Beati i perseguitati per cagione di giustizia, perchè di loro è il regno dei cieli” (Matt. 5:10) e noi abbiamo piena fiducia in queste parole. Dio ci ha “chiamati alla sua eterna gloria in Cristo” (1 Piet. 5:10), considerate quindi quale gloriosa ricchezza Dio ha preparato per noi; Egli ci ha preparato un regno eterno, che non passerà sotto la dominazione di nessun regno, un regno che non è di questo mondo; ma prima di entrare nel suo Regno dobbiamo soffrire infatti gli apostoli dissero “che dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni” (Atti 14:22) ed è giusto che sia così perchè pure Gesù soffrì molte cose prima di entrare nella sua gloria e noi come suoi discepoli dobbiamo seguire le sue orme che, noi sappiamo, conducono nel paradiso di Dio dove non ci sarà più dolore.

Siate forti fratelli, coraggio, non manca molto, perchè è scritto: “Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà” (Ebr. 10:37; Hab. 2:3), non vi perdete d’animo, la nostra redenzione è vicina. Il Re di gloria tornerà dal cielo; dal cielo che lo ha accolto (e nel quale regna alla destra di Dio) e noi aspettiamo la sua apparizione; non saremo delusi, ci rallegreremo nel contemplare la sua bellezza, lo celebreremo ancora per la sua fedeltà e con lui regneremo…se soffriamo con costanza. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

 

 

 

Ringrazio Dio  

Risveglio? Oppure dormire ancora!

È un grido, è un appello, è la mia voce che grida in questo tempo indirizzato a ogni singolo credente che mi conosce e non mi conosce! 
È Dio a gridare nel cuore di ognuno di noi... "Risvegliati!", "Risvegliati!", "Risvegliati tu che dormi... E Cristo ti inonderà di luce!"
Il tempo stringe fratelli, il peccato ha messo la sua cravatta, si è fatto spazio e molti dormono sonni tranquilli. Mentre noi  siamo accusati e vituperati per la causa della verità. 
È Dio stesso che si rivolge a noi e ci dice "Risvegliati. Anche se un uomo è vivo ma dorme egli non è sensibile al pericolo che si avvicina, infatti  molte persone avvolte muoiono perché dormono, chi per un incendio, altri per incidenti stradali, e altri per un malore...ecc
Ma come possiamo e in che modo dobbiamo svegliare ancora coloro che dormono profondamente in questo sonno così pesante? Abbiamo compreso chiaramente che non sempre questo risveglio è "gradito" quando si dorme tranquillamente.
Ma un risveglio a volte è fatale, è questione di vita o di morte! Una mamma può svegliare "dolcemente" il suo bambino per mandarlo a scuola; ma lo sveglierà "bruscamente" se la casa sta bruciando! Ma allora come mai non avvertite questo fuoco, questo risveglio?
 
Cosa fareste voi se ci fosse un uomo profondamente addormentato mentre la sua casa sta per crollare? E come mai alcuni stanno assistendo al crollo della loro stessa casa, del loro matrimonio, della loro comunione con Dio? E come mai molti non sentono l'urgenza di "svegliare" i peccatori e tanti fratelli che vengono indotti a peccare in tante denominazioni mentre sappiamo che stanno precipitando nell'abisso? Se non avvertiamo questa urgenza, se non facciamo questo nostro dovere, la risposta può essere una sola: anche noi stiamo dormendo!
 
Ma la sveglia di Dio sta suonando ancora questa mattina 6 aprile 2014 e ci dice: RISVEGLIATI! 
 
La Parola di Dio è la nostra forza, il nostro fondamento e la nostra sveglia. Fratello, sorella, pastore,  "Suona la tromba in Sion, dai l'allarme..." sta dicendo il Signore ai predicatori della Sua parola, date l'allarme, alzate la voce contro al peccato, e proclamate la sana Dottrina!
È fastidioso tutto questo... è meglio rimandare, dormire ancora un po'... ancora un po'... c'è ancora tempo... non è poi così tardi?
Ma da dove viene tutto questo sonno? Rispondetemi!
 
Ezechiele ebbe la visione di un grande risveglio: cap. 37 - "Possono queste ossa rivivere?" Possono essere risvegliati? Ma Dio dice: "Profetizza a queste ossa e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno. Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete."
 
Il risveglio è opera di Dio. È Dio, è per mezzo della Sua parola che ci sveglia, che ci libera dal torpore religioso, dall'aria massonizzata in mezzo alle Chiese.
RISVEGLIATI! E quel grido ti fa saltare giù dal letto, perché dal tono di voce che Egli usa capiamo che è un ordine. 
Romani 13:11 E questo tanto più dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo.
 
Risvegliarsi vuol dire prendere di nuovo coscienza e consapevolezza dei propri doveri nei confronti della Parola di Dio. Ossa secche: non potevano fare nulla, ma quando si risvegliarono, perché lo Spirito entrò di nuovo in loro allora si alzò un grande e poderoso esercito. Riflettete fratelli e cari amici. Io che per tanti fratelli in questi ultimi tempi sono divenuto un uomo da cui guardarsi come un malato di mente, un ribelle, amico dei terroristi, legalisti, talibani, ecc.
No, fratelli! Io sono stato risvegliato da Dio insieme ad altri fratelli che lottano per la verità, e anche questa mattina vi diciamo RISVEGLIATEVI!!! 
 
Risvegliati Chiesa del Signore, alzati come un solo uomo e "combatti" per innalzare l'Evangelo e tutti i sani insegnamenti di Gesù Cristo, in questo mondo corrotto e perverso.
 
Vincenzo Di Giuseppe
 
 

Doreen Irvine da sacerdotessa di satana a figlia di Dio

 

All’età di 14 anni, Doreen fece un netto taglio con la sua fanciullezza, vissuta in estrema povertà, abbandonandosi alla prostituzione. Poco dopo iniziò a lavorare con il nome di “Darèsto ling Diana”, diventando ben presto una nota ballerina di stripteás. Nel tentativo di colmare il grande vuoto del suo cuore, cominciò a fare abuso di alcolici e di stupefacenti, diventando così tossicodipendente.
Alcune amiche fecero conoscere a Doreen gli adoratori di Satana, ed unitasi a loro, diventò ben presto sacerdotessa. Il culmine della sua carriera satanica, ci fa vedere Doreen incoronata da regina delle streghe nere. Per brevità, citiamo solo una piccolissima parte del suo racconto di quell’orribile evento:

“Con passo sicuro m’inoltrai tra le alte fiamme, chiamando per nome il mio grande maestro. All’improvviso egli cominciò a materializzarsi davanti ai miei occhi: era una grande sagoma nera. Presi la sua mano ed andai con lui al centro del fuoco. Lì restai immobile, mentre le alte fiamme ondeggiavano intorno a me.
Il mio maestro sparì soltanto quando io ebbi completamente attraversato le fiamme e fui al sicuro. Sul mio largo vestito da strega e sui miei lunghi capelli, il fuoco non aveva lasciato nessuna traccia. Molti dei presenti erano intanto svenuti. “Salute a te Diana, regina delle streghe nere!”, gridarono allora più di mille streghe presenti.”
Più di mille streghe festeggiarono Doreen quale loro conduttrice, dopo che essa aveva dato dimostrazione delle sue capacità soprannaturali, davanti alle rappresentanti della magia nera di molte nazioni d’Europa. Oggi la vita di Doreen è radicalmente cambiata. Non abbisogna più di alcolici né di droghe, e non è più una schiava di Satana.

Tutto cominciò nel 1964

Doreen racconta: “Lessi su un manifesto che Heric Hutchins sarebbe venuto a Bristol. Questo nome non mi diceva nulla. Quando però appresi che Hutchins era un evangelista, andai su tutte le furie. Cominciai subito a strappare tutti i manifesti che vedevo sui muri delle case.

“Questi stupidi religiosi, questi frequentatori di chiesa”, ed in generale tutti i cristiani erano per me un ammasso di ipocriti. Io sapevo che l’unica via giusta era quella di vivere con Satana.
Il giorno fissato per l’evangelizzazione giunse e con esso arrivò anche Hutchins. La gente correva a schiere nella vicina hall. Presa dall’ira dimenticai i miei clienti (mi ero consacrata alla prostituzione), e mi avviai verso la hall per dirne un paio a quell’evangelista e mollargli un pugno sul naso.

Giunta nella sala, però, non mi sentivo a mio agio. Cosa aveva da cercare in quel luogo una prostituta, una tossicodipendente, una figlia di Satana?
Le forze demoniache mi tormentavano intimandomi di lasciare quel luogo. Ma quando stavo per andarmene, le luci si spensero ed una ragazza con una bellissima voce cominciò a cantare un inno cristiano. Ascoltando quelle parole, mi accorsi che qualcuno voleva veramente prendersi cura di me. Gesù voleva cambiare la mia vita.
Dopo il canto, l’evangelista disse: “Se voi non conoscete Gesù Cristo, se i vostri peccati non sono lavati con il Suo sangue, siete perduti!” Ascoltando quelle parole, balzai in piedi dicendo a me stessa: “Costui ha ragione, io sono perduta.”
Sentivo intanto in me anche la voce di Satana che mi ordinava di andar via, ma questa volta restai. Quando Hutchins si rivolse a coloro che desideravano accettare Gesù nel loro cuore, invitandoli ad andare avanti, mentre lacrime di gioia mi solcavano il viso, feci anch’io quella decisione. Ero però ancora tossicodipendente, ed il mio corpo era in rovina. Per curarmi mi feci ricoverare allora nell’ospedale più vicino.
Ben mi curavano i medici, ma mi dissero che dopo 10 anni di costante consumo di droga e di alcol, non sarei mai guarita. Secondo loro, il tempo che mi sarebbe rimasto da vivere non era molto. Nonostante questa prognosi, oggi sono ancora in vita, ed i medici parlano di un miracolo. Ora che ho la pace nel cuore, annuncio Cristo tra i tossicodipendenti e tra le prostitute.
Li avverto che quando essi, credendo di scherzare, si siedono ai tavoli spiritici o si abbandonano ad altre pratiche occulte, si lasciano assorbire da potenze malefiche, dalle quali solo Gesù Cristo può liberare.”

Doreen racconta il momento in cui sperimentò l’amore di Cristo

Guardando al passato, comprendo che Gesù mi aveva seguita col suo tenero sguardo per tutti gli anni della mia vita vergognosa. Mi aveva visto quando battevo i marciapiedi, come prostituta. Mi aveva visto nei templi di Satana e nelle congreghe di magia nera. Anche allora mi amava, anche nel mio peccato più grande. Poi un giorno mi aveva chiamata ed accolta. Il pensiero del suo amore per me mi riempiva di contrizione e di meraviglia. E ancora oggi è così.

A Betania (un centro Cristiano) Gesù mi attirò a sé. Rimosse l’amarezza dal mio cuore, lavò tutte le mie ferite per mezzo del suo amore. Cancellò gli orrori dalla mia mente e mi fece una nuova creatura. Da allora ogni cosa era nuova, era come se fossi nata di nuovo nella carne e nello spirito. L’intero mondo mi appariva meraviglioso ed io amavo tutti e tutto di questo grande e meraviglioso mondo che Dio ha creato, dal vecchio gatto rognoso sul cumulo di immondizia al fiore selvatico delle rocce.
Tutto era bello. Camminando attraverso i campi in fiore, nella foresta, il mio cuore cantava. Danzavo per la gioia per tutto quello che vedevo, per tutto quello che Gesù aveva fatto per me, che mi stava mostrando e che avrebbe fatto nel futuro.
Prima il cielo mi sembrava grigio, ora appariva come se qualcuno lo avesse lavato con acqua e sapone per renderlo più candido. Guardavo il mondo con occhi nuovi.

Un giorno, mentre riposavo a Betania, sentii la reale presenza di Gesù in un modo ancora più grande. Sentii che si avvicinava a me. Poi udii la sua voce sussurrarmi: “Tu sei una vergine pura al mio cospetto. Tu sei la mia moderna Maria Maddalena”. Papà Parker si trovava per caso vicino a me e vide l’espressione del mio volto. Egli pure sentiva che Gesù era vicinissimo. Io non me n’ero accorta della vicinanza di papà Parker, avvertivo solo la presenza del Signore e ascoltavo le sue parole. Papà mi riferì, in seguito, che mai aveva visto qualcosa del genere in vita sua. Mi disse che il mio aspetto era stato raggiante. “Chi è Maria Maddalena?” gli chiesi. Con le lacrime agli occhi papà lesse nella Bibbia come Gesù aveva cacciato sette spiriti impuri da Maria Maddalena, che era stata, anche lei come me, una ragazza di strada, una prostituta, fino a quando Gesù non era entrato nella sua vita e non l’aveva cambiata totalmente.
Piansi a lungo, pensando a quanto Maria dovette amare Gesù. Egli le aveva perdonato molto, l’aveva liberata. E Gesù aveva detto che io ero la sua moderna Maria Maddalena.
Era meraviglioso, sublime. Io ero stata come lei, una donna di strada, posseduta dai demoni e Gesù mi aveva liberato.

Gesù diveniva per me, ogni giorno più prezioso. “Una vergine pura al mio cospetto”, aveva detto Gesù. Ero colma di gioia pensando che Gesù aveva parlato proprio con me, prostituta, strega, spogliarellista. Aveva detto che ero una casta vergine al suo cospetto. In altre parole, ero stata purificata e giustificata dal suo sangue.
Gesù continuò a benedirmi. Le sue benedizioni si rinnovavano ogni mattina. Fui riempita con lo Spirito Santo, pregavo, amavo e desideravo servire il Signore. Egli era ora il Signore della mia vita, il Signore di tutto.

 

Tratto dal Blog di Gian. Tinnirello

 

 

Mi mancano le parole per iniziare a scrivervi, ma come Cristiano nato di nuovo in Gesù Cristo posso comprendere quello che state attraversando. Queste poche righe non riescono a nascondere il dispiacere e la tristezza che provo nel mio cuore quando so che tanti lottano per sopravvivere. Non voglio essere in questo caso il sapientone del momento che sappia trovare le risposte umane che non portano a nulla per chi si trova in questa situazione di malattia terminale. Ma come Cristiano pentecostale, figlio di Dio, posso esprimervi quello che il Signore mette nel mio cuore dicendovi di rivolgervi a Lui, affinché chiediate perdono per i vostri peccati e credete in Gesù Cristo come unico mediatore tra Dio e l' uomo. In queste circostanze di malattie molti vi propongono figure idolatre e visite in vari santuari per farvi trovare una falsa serenità o il miracolo. Io vorrei che voi possiate seguire la mia esortazione, rivolgetevi personalmente a Dio in preghiera ovunque vi trovate, anche in questo momento, e leggete la Parola di Dio la "Bibbia" affinché Dio vi apra il cuore per farvi comprendere il piano di salvezza che Egli ha predestinato per l' uomo mediante la morte di Gesù Cristo sulla croce risuscitandolo dai morti, affinché nel suo sangue vi sia perdono e purificazione. Non trascurate queste parole, poiché si tratta di vita Eterna per coloro che si ravvedono e chiedono perdono, ma di fuoco eterno invece per coloro che rigettano il messaggio di salvezza di Gesù Cristo.
 
Concludo citandovi dei versi del Vangelo in (Giovanni 14) rivolto ai credenti ma anche a voi in questo momento.
 
Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l'avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v'avrò preparato un luogo, tornerò, e v'accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi; e del dove io vo sapete anche la via. Toma gli disse: Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo saper la via?  Gesù gli disse: Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se m'aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete veduto. Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non m'hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre?  Non credi tu ch'io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse. In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch'egli le opere che fo io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vo al Padre; e quel che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figliuolo. Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò a voi. Ancora un po', e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi. Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l'amerò e mi manifesterò a lui. Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?  Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. Queste cose v'ho detto, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto. Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. 
 
Abbiate fede in Dio affinchè Lui possa guarirvi.
 
Vincenzo Di Giuseppe

Cittadini del cielo

Cittadini del cielo

Siamo pellegrini e forestieri in questo mondo di tenebre, perchè la nostra cittadinanza è nei cieli. Là infatti siamo diretti per la grazia di Dio, perchè siamo tra quei pochi ai quali Dio ha fatto trovare la via che mena alla vita. Là non ci saranno più fatiche, nè lacrime e nè dolori, perchè ci riposeremo dalle nostre fatiche e ci rallegreremo nel cospetto di Dio e del Suo Figliuolo Gesù Cristo. Continuiamo quindi a camminare su questa via fino alla fine per poter entrare nel Suo riposo. A Dio che ci ha chiamati alla Sua eterna gloria in Cristo sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

Giacinto Butindaro


 

Dio vi ama, fratelli

Dio vi ama, fratelli

Mi rivolgo a voi fratelli nel Signore, a voi che amate il Signore Gesù Cristo: sappiate che Dio Padre vi ama, perchè Gesù ha detto: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui. …. Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:21,23). Rallegratevi dunque nel sapere che Colui che siede sul trono ci ama, perchè se ci ama niente e nessuno ci potrà separare dal suo amore, secondo che dice Paolo: “Poiché io son persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 9:38-39).

 

A Dio che ci ama sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro


 

Quanto ci ha amati Gesù!

Quanto ci ha amati Gesù!

Quanto ci ha amati Gesù!

 

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha dato la Sua vita per noi affinché noi che eravamo morti nei nostri peccati fossimo vivificati; Lui il giusto soffrì per noi che eravamo ingiusti per condurci a Dio; Lui che abitava l’eternità assieme al Padre è disceso sulla terra diventando simile agli uomini per morire sulla croce (e poi risuscitare il terzo giorno) per noi che siamo polvere e cenere affinché ricevessimo la vita eterna e vivessimo con Lui per sempre. Quanto ci ha amati Gesù! Preghiamo Dio affinché ci renda capaci “di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza” (Efesini 3:18-19).

 

A Dio sia la gloria in Cristo ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

 


 

Siate sempre allegri..

(1Tess.5:16)

Questa allegria e prodotta in virtù della nostra comunione con Dio. Noi siamo allegri anche senza sorridere, perche questa allegrezza noi l' abbiamo nel cuore manifestandola anche ad altri mediante l' annuncio della Parola di Dio. Essere sempre allegri, significa avere uno sguardo fisso sul Signore, dipendere da Lui, servire soltanto il Signore per non essere trascinati dalla corrente di questo secolo malvagio, che spegne questa allegria portandoci alla tirannia delle cose materiali e non quelle Celesti.
 
La nostra allegria fratelli, è il risultato che ci stiamo adoperando per il campo di Dio, e non ci scoraggiamo per le avversità che incontreremo, ma riteniamo ferme le parole dellApostolo Paolo ai santi di Roma scrisse: siate allegri nella speranza, pazienti nell'afflizione, perseveranti nella preghiera; provvedete alle necessità dei santi, esercitate con premura l' ospitalità. Benedite quelli che vi perseguitano; benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. Abbiate fra voi un medesimo sentimento; non abbiate l' animo alle cose alte, ma lasciatevi attirare dalle umili".(Romani 12:12).
 
Dunque perseveriamo in queste Parole e non perdiamoci d' animo, ma siamo sempre allegri.
 
La grazia del Signor Gesù Cristo e l' amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
 
Vincenzo Di Giuseppe
 

 

Grazie siano rese a Dio per averci salvati

Grazie siano rese a Dio per averci salvati

Grazie siano rese a Dio per averci salvati

 

Noi siamo stati salvati dalla schiavitù del peccato, dalle mani dell’avversario cioè Satana, dal presente secolo malvagio e dalle fiamme del fuoco che aspetta il peccatore sia dopo morto che alla resurrezione.
Questa salvezza, quindi, a giusta ragione è chiamata dalla Scrittura: “Una così grande salvezza” (Ebrei 2:3). Non è una cosa da poco, ma qualcosa di immenso valore che abbiamo ricevuto per la grazia di Dio, sì per la grazia di Dio, cioè gratuitamente perché non è stato in virtù di opere giuste che noi avessimo fatte che l’abbiamo ottenuta ma perché a Dio è piaciuto donarcela. Noi abbiamo dovuto solo accettarla per fede ed ora ringraziamo Dio per avercela data e ci studiamo di tenerla stretta fino alla fine dei nostri giorni per ottenere dal Signore la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Questa sì grande salvezza, come ci dice Pietro, “è stata l’oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. E fu loro rivelato che non per se stessi ma per voi ministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno evangelizzato per mezzo dello Spirito Santo mandato dal cielo; nelle quali cose gli angeli desiderano riguardare bene addentro” (1 Pietro 1:10-12). Dunque essa fu preannunciata dagli antichi profeti i quali in svariate maniere dissero che il Cristo, il Figlio di Dio, un giorno sarebbe venuto in questo mondo per offrire se stesso per la nostra salvezza. Quei profeti si domandarono quando sarebbe accaduto tutto ciò, ma fu rivelato loro che quelle cose erano per un tempo avvenire e non per il loro tempo. E così quando giunse la pienezza dei tempi, Dio mandò in questo mondo il suo Unigenito Figliuolo il quale dopo avere vissuto una vita immacolata e senza colpa alcuna, fu crocifisso per i nostri peccati. Egli, il Giusto, soffrì per noi ingiusti, per riconciliarci con Dio: Lui che non aveva conosciuto peccato fu fatto da Dio peccato affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui. Lui che non aveva peccato in sé, si caricò di tutti i nostri peccati per affrancarci da essi. L’autore di questa grande salvezza quindi è Gesù Cristo, il Figlio di Dio. E’ in virtù del suo sacrificio sulla croce che noi oggi possiamo dire con assoluta certezza di essere stati salvati. Gloria al suo nome in eterno. Amen.
Vi spiego ora brevemente la nostra vita prima di essere salvati. Eravamo schiavi del peccato che era il nostro crudele padrone, che ci costringeva a servirlo e ci ripagava con la morte, l’infelicità e la paura. Il peccato era veramente più forte di noi, ci piaceva peccare, prendevamo piacere in esso. Il peccato è la trasgressione della legge, e a noi piaceva trasgredire la legge di Dio. Ma un giorno noi, credendo in Gesù, siamo stati liberati dal peccato: questa liberazione l’abbiamo sperimentata in maniera tangibile. Molti oggi si domandano come mai l’uomo è dato al male e cercano di spiegare tutto ciò con tante teorie che sono tutte false; l’unica ragione per cui l’uomo è dato al male è perché egli è schiavo del peccato che è entrato nel mondo per mezzo del primo uomo. L’uomo quindi ha bisogno di essere liberato da questa schiavitù del peccato e può esserlo solo mediante la fede in Gesù Cristo perché è solo in Lui che c’è la salvezza.
Eravamo sotto il dominio di Satana, cioè dell’avversario di Dio, che è il principe di questo mondo, quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli inducendoli a compiere ogni sorta di peccati. Il diavolo non è un mito, o frutto dell’immaginazione umana, no, ma un essere spirituale malvagio che agisce in questo mondo negli uomini e tramite di essi. E’ lui che spinge gli uomini a fornicare, uccidere, commettere adulteri, rubare, dire menzogne e a commettere ogni sorta di ingiustizia. L’uomo è in balia di questo essere malvagio, ecco perché nel mondo gli uomini sono dati al male. E noi pure un giorno eravamo tra gli uomini ribelli al servizio di Satana. Ma Dio nella sua misericordia ci ha riscattati dalla potestà del diavolo mediante la fede in Gesù Cristo. Noi che abbiamo sperimentato questa liberazione possiamo dire che non c’è niente di meglio che sapere di non essere più sotto il dominio di Satana, di questo essere così malvagio. Gli uomini quindi possono essere liberati dal dominio di Satana, e questo può avvenire solo per opera di Gesù Cristo che è Colui che ha vinto il diavolo, che lo ha distrutto morendo e risuscitando dai morti. Credendo in Gesù si viene affrancati dalla mano di Satana, dalla sua potestà. Quindi ancora una volta va messo l’accento sull’opera redentrice di Gesù Cristo.
Noi eravamo parte di questo sistema, cioè di questo mondo. I nostri interessi, i nostri obbiettivi, i nostri desideri, i nostri comportamenti erano come quelli di tutti gli altri. Avevamo quindi l’animo alle cose di questo mondo, alle cose della carne, cose che non danno la vera e duratura gioia, il cui frutto è la morte, sì proprio la morte. Tutte cose per altro vane, in verità la nostra vita era una sorta di corsa dietro il vento. Eravamo prigionieri di questo sistema, e per questo eravamo nemici di Dio come tutti gli altri. Questa è la condizione dell’uomo senza Dio. Ma un giorno me-diante la fede in Gesù siamo stati riscossi da questo presente secolo malvagio, e trasportati nel regno di Cristo. Tutto ciò sempre mediante la fede in Cristo che ha vinto il mondo, e ci ha riconciliati con Dio. Da nemici che eravamo, siamo dunque diventati amici di Dio. Ecco perché adesso non ci sentiamo più parte di questo mondo, viviamo in esso ma non gli apparteniamo più. Cristo ci ha eletti e strappati da esso. Gli uomini quindi posso essere liberati da questo perverso sistema di cose sempre mediante la fede in Cristo.
Noi eravamo su quella via che mena in perdizione, a noi ci aspettava il tormento di un fuoco non attizzato da mano d’uomo. Eravamo perduti e questa era la nostra sorte. E questo perché eravamo schiavi del peccato, di satana e di questo presente secolo che giace tutto quanto nel maligno. Eravamo veramente senza speranza e con la paura della morte che riempiva il nostro cuore. Qualsiasi tentativo di allontanarla da noi risultò inutile; non era sforzandoci di fare i bravi che potevamo essere liberati da quella paura. Bisognava essere salvati dal peccato, e difatti quando siamo stati salvati dal presente secolo siamo stati anche automaticamente salvati dalla paura di morire. Ora, per noi morire è guadagno, e abbiamo quindi il desiderio di partire da questo corpo. Come si può avere ancora la paura di morire avendo ricevuto in Cristo la vita eterna? Come si può avere ancora paura di morire essendo stati riconciliati con Dio? Ma sappiamo anche dove andremo; andremo in paradiso con il Signore. E tutto ciò, mi ripeto ma è di fondamentale importanza, SOLTANTO per la fede in Cristo Gesù. Lui infatti ha pagato appieno il prezzo del riscatto per tutti noi. Lui ci ha acquistato con il suo sangue la redenzione eterna.
A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

 

Giacinto Butindaro

 


 

 

 

 



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